Il Passo del Messaggero
La narrazione si fa ancora più serrata e viscerale: la roccia, le foreste impenetrabili e il gelo diventano i veri arbitri del destino degli uomini, in una montagna viva e spietata che non accoglie i viandanti, ma li mette a nudo.

Romanzo storico ambientato nell’Impero romano del II secolo d.C., tra Roma e la frontiera settentrionale della Britannia romana.
Due volumi.
Roma fingeva di dormire, ma sotto la pelle non smetteva mai di pulsare. Marcus Valerio lo sentiva vibrare nella pietra della soglia mentre chiudeva piano la porta di casa, attento a non far scricchiolare le assi come se potesse disturbare gli dèi domestici.
Nel cortile interno, la lanterna che Livia teneva ancora accesa tremolava. Non pronunciò parole, e proprio per questo disse tutto: il timore, l’attesa, la speranza ostinata. Il piccolo Gaius apparve come un’ombra minuta, ancora mezzo piegato dal sonno, stringendo il dente di lupo come un soldato stringe la sua prima arma.
«Torna presto», disse Livia quasi senza muovere le labbra. Marcus annuì. Un gesto breve, netto, un giuramento sigillato senza parole. Non si voltò. Capì che, se lo avesse fatto, sarebbe rimasto.
Imboccò la via Flaminia mentre il cielo iniziava appena a cambiare colore. Davanti, la via si distendeva lunga e sottile, promessa e minaccia insieme. Il sigillo di bronzo e la pergamena, nascosti sotto il mantello, pesavano più del pugio alla cintura.
Sulla tavoletta scrisse:
“Partito all’alba. Caldo in arrivo. Roma dietro; davanti, la via.”
[continua nel libro...]
Un cammino spietato lungo le grandi arterie dell’Impero romano, dove la distanza non si misura in miglia ma nella resistenza dei corpi e nella fedeltà ai propri doveri. Il suo viaggio comincia nel silenzio dell’alba lungo la via Flaminia: sotto il mantello Marcus custodisce un incarico cruciale, un segreto che pesa più del bronzo e della pergamena.
Il viaggio di Marcus Valerio parte da Roma, imbocca la via Flaminia e arriva fino alla frontiera settentrionale della Britannia romana, nel II secolo d.C. Lungo il cammino la legge imperiale sfuma, il confine diventa una terra di nessuno e il tradimento è un’ombra costante.
La stabilità di Roma si scontra con l’asprezza dei primi confini settentrionali: Marcus si muove in una terra di nessuno dove la legge imperiale sfuma e il tradimento è un’ombra costante.
Sinossi.
Il Giudizio nel Ghiaccio
Il Ventre del Nord
Ambientazione
La ricerca dietro il libro
Il Passo del Messaggero è un romanzo di strade e di distanze, e per scriverlo ho dovuto prima mappare l’Impero.

Porta Palatina - Torino
Un estratto dal Capitolo 1: La Flaminia
Ho studiato le antiche vie romane e i sistemi di comunicazione dell’epoca: come si viaggiava, quanto tempo e quanta fatica richiedeva portare un messaggio da Roma fino al confine.
Il cammino di Marcus Valerio parte dalla via Flaminia e attraversa l’Impero fino alla frontiera settentrionale della Britannia romana, nel II secolo d.C.
Una parte della ricerca riguarda le tribù e le popolazioni che incrociavano quei confini, e la durezza dei territori di frontiera, dove la legge imperiale sfuma e il confine diventa una terra di nessuno. Ho cercato di trasformare i dati delle mappe d’epoca in un’esperienza di cammino: freddo, montagna, foreste, fatica.
Le strade romane e le distanze
Confini e popoli della frontiera
Una ricerca che continua mentre scrivo
Non ho chiuso lo studio prima di cominciare: la ricerca è proseguita giorno dopo giorno, dentro la narrazione. Anche gli oggetti che accompagnano Marcus nell’estratto, il sigillo di bronzo, la pergamena, il pugio alla cintura, la tavoletta su cui annota la giornata.

